Pensieri Giapponesi

Io lo chiamo il richiamo del Giappone. Se colpisce non ti molla   più... e prima o poi un viaggio da quelle parti lo farai anche tu.

Sono stato sempre attratto dalla cultura Giapponese intesa come l’insieme dei valori e dello stile di vita in primis dei giapponesi, ma anche dalla ricchezza culturale ed artistica che li caratterizza. Partendo dalla cucina, certo, ma proseguendo anche attraverso tutte quelle discipline e arti, maggiori o minori, che nel tempo sono nate e si sono poi sviluppate. 

In questo blog cercherò innanzi tutto di fare una panoramica delle molte attività che ho toccato ed esplorato in più di vent’anni di contatto con il Sol Levante, ma anche introdurre le persone che con noi collaboreranno alle serate dedicate alle arti giapponesi che abbiamo già organizzato e organizzeremo nella sala ristorante di Irori, online, e altrove… ovunque ci porterà il vento.

Quando tutto è cominciato non pensavo che sarei arrivato qui: d’altronde avevo 8 anni e guardavo i cartoni animati in tv!

Nei pieni anni 80, periodo d’oro per l’intrattenimento crescevo spensierato e divertito da E’ quasi magia Johnny, Creamy, Magica Emi, Occhi da gatto, Pollon, Lupin III… e molti altri. In ognuno di loro i protagonisti mangiavano cose strane che non conoscevo: triangoli di riso, polpette colorate, ciotole con zuppe da cui risucchiavano spaghetti, tazze usa e getta che , come faceva il buon Zenigata, bastava scaldare per poi servire dei noodle caldi.

Ma poi tante altre cose strane… i bambini a scuola vestiti alla marinaretta, feste estive nazionali degli innamorati in cui si annodavano i desideri a fili tesi tra gli alberi e sempre questo senso di entusiasmo contagioso dei protagonisti! Davano il buonumore!

Molto spesso ispiravano buone idee. L’amicizia, la ricerca continua di soluzioni ai problemi che gli si paravano contro, la famiglia, anche quando non c’era! Perchè due su tre personaggi di cartoni animati erano orfani o non trovavano più i propri genitori, ma ti faceva essere grato anche solo di averne una!

Insomma: quel posto doveva essere davvero speciale se era così pieno di belle cose!

Il passo fu breve: a 16 anni l’amicizia di penna con una ragazza di Tokyo con cui cominciai a scambiarmi idee e impressioni e a 18 il primo viaggio, da solo, alla scoperta di quel mondo che ormai mi chiamava a gran voce.

Io lo chiamo il richiamo del Giappone. Se colpisce non ti molla più… e prima o poi un viaggio da quelle parti lo farai anche tu.

Ah, nel blog inserirò anche dritte e curiosità per chi viaggia.

Per cui, iniziamo!!!

Francesco

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